Il patrimonio che raccoglie, custodisce, studia e presenta Museo dell'Alta Carniola, sono destinati alle esigenze contemporanee per la costruzione dell'identità regionale e locale e come ispirazione e aiuto nella ricerca di soluzioni ai problemi culturali odierni delle persone dell'Alta Carniola e oltre. Costruiamo la nostra missione sulla base delle collezioni portanti: archeologica, etnologica, di storia antica, artistica, culturale e recente e della contemporaneità, del gabinetto della fotografia slovena, della creatività figurativa dell'Alta Carniola e della prešerniana. Il museo è orientato a una comunicazione costante con l'ambiente – presentiamo il patrimonio con mostre, pubblicazioni, laboratori, circoli di studio e conferenze.

Museo dell'Alta Carniola è un luogo dove si incontrano persone che sanno trovare nel patrimonio culturale conservato quei tratti comuni che ci legano ad altri popoli e culture, e al tempo stesso mettere in luce anche quei tesori che sono soltanto nostri. Tra i nostri amici contiamo sia i bambini, che si divertono spensierati nei nostri laboratori creativi, sia ricercatori affermati, insieme ai quali plasmiamo le immagini dell'Alta Carniola nel passato. E naturalmente tutti i visitatori curiosi tra questi due estremi – benvenuti anche voi!
Orario di apertura:
– dal martedì alla domenica, tra le 10 e le 18
– lunedì – CHIUSO
– 1. 1., 1. 5., 1. 11., Pasqua, Natale – CHIUSO
Ingresso:
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Biglietto
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Prezzo
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Adulti
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2.50 €
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Bambini, studenti delle superiori, universitari, pensionati
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1.70 €
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Familiare
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5.00 €
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Biglietto museale per tutte le case – adulti
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6.00 €
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Biglietto museale per tutte le case – bambini, studenti delle superiori, universitari, pensionati
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4.00 €
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Biglietto museale per tutte le case – familiare
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12.00 €
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GRUPPI
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Adulti – oltre 10 persone
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2.00 €
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Bambini, studenti delle superiori, universitari, pensionati – oltre 10 persone
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1.50 €
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Visita guidata del boschetto di Prešeren o di Kranj a persona – oltre 10 persone
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1.00 €
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Museo dell'Alta Carniola Kranj.
Castello Khislstein
Tomšičeva 44
4000 KRANJ
Tel.: 059 096 631

Il castello, in mezzo al centro cittadino di Kranj, sorge sopra il passaggio sulla Sava, su una parte dello sperone cittadino, dove vi fu un'area fortificata dall'antichità fino all'alto Medioevo. Qui una cinta muraria si ergeva già 1500 anni fa. Il terreno fu acquisito nel 1256 dagli Ortenburg, che vi costruirono una fortezza. Dopo la loro estinzione nel XV secolo passò in proprietà dei conti di Cilli e, dopo la morte dell'ultimo Cilli, andò agli Asburgo.
L'edificio del castello si formò tra il XV e il XIX secolo, mentre l'aspetto attuale il castello lo acquisì nel XVII secolo. La parte sud-orientale del castello sorse ai tempi delle incursioni turche. Era inserita nelle mura difensive cittadine come loro elemento costitutivo. Nella parte sud-occidentale, all'inizio del XVI secolo, fu costruita una torre difensiva, alla quale in seguito fu aggiunto un edificio abitativo di due piani. A metà del XVI secolo il castello fu acquistato dall'imprenditore Janž Khisl di Fužine presso Lubiana, che nel 1578 lo trasformò in una dimora nobiliare, che da lui prese il nome di Khislstein. Proprietari successivi del castello furono tra gli altri i Mosconi, i conti Barbo e gli Auersperg. Alla fine del XVIII secolo il castello fu acquistato da Natalis Pagliaruzzi e i suoi successori lo mantennero fino al 1913, quando divenne proprietà comunale.

Il castello Khislstein è ornato dal portale del cortile e da quello principale, sorti nella seconda metà del XVI secolo, mentre l'ala del cortile con i corridoi ad arcate è il risultato di rimaneggiamenti del XVIII e XIX secolo.
Fino al 2008 il Museo dell'Alta Carniola aveva i propri locali nel Khislstein, dopodiché la proprietaria del castello, il Comune città di Kranj, iniziò il restauro con l'aiuto di fondi europei.
Gli spazi rinnovati del castello Khislstein sono destinati alla nuova mostra permanente La bellissima Alta Carniola, che conduce il visitatore attraverso le principali svolte della vita nell'Alta Carniola, dall'alto Medioevo a oggi. Il racconto espositivo mostra dapprima le caratteristiche del paesaggio dell'Alta Carniola, ci porta nell'epoca dell'insediamento degli sloveni, ci istruisce sulla vita nei castelli e sulle difficoltà della popolazione contadina. Ci fa conoscere il volto della vecchia Kranj e apprendiamo anche come un tempo la gente viaggiava e trasportava le merci. La mostra dedica grande attenzione al commercio e all'inizio dell'era industriale, che influenzò fortemente lo sviluppo di Kranj. Il culmine della mostra è dedicato al XIX secolo, dove come sull'altare della patria sono presentate figure eccezionali dell'Alta Carniola, che contribuirono in modo importante alla formazione della coscienza e dell'identità nazionale slovena. I visitatori possono tra l'altro entrare in una camera contadina, conoscere il corredo della sposa e ammirare la raffinatezza di un salotto borghese dei tempi di Prešeren.
Il racconto della nuova mostra permanente tocca anche la memoria della miseria degli operai di fabbrica e degli orrori delle due guerre mondiali. Mostra gli eccellenti risultati industriali delle aziende e delle fabbriche dell'Alta Carniola. Nella mostra trova posto anche la guerra d'indipendenza dei 10 giorni del 1991, nella quale l'Alta Carniola svolse un ruolo importante. La passeggiata museale nel tempo si conclude con l'ingresso della Slovenia nell'Unione europea.
Nel castello ci sono anche una biblioteca museale specialistica e una sala didattica per i nostri più piccoli.
Alcuni scorci della mostra permanente LA BELLISSIMA ALTA CARNIOLA:






Municipio
Glavni trg 4
4000 KRANJ
Tel.: 04 201 39 80

Il Municipio di Kranj è uno dei più importanti monumenti architettonici della Slovenia. La forma attuale la ottenne con l'unione di due edifici:
– la parte più antica, che confina con Poštna ulica, è menzionata per la prima volta nella 1ª metà del XVI secolo. Al pianterreno si trova la tardogotica Sala delle colonne dell'inizio del XVI secolo, originariamente destinata a conservare le merci da fiera dei mercanti provenienti da luoghi lontani.
– la parte centrale dell'edificio con l'ingresso principale è una delle più insigni dimore rinascimentali della Slovenia. Per la sua origine risale all'inizio del XVII secolo. Il soffitto dell'atrio al pianterreno e al primo piano è ornato da una decorativa volta reticolata. La sala rinascimentale al primo piano è oggi la sala dei matrimoni. È ornata da una porta intarsiata con la data 1638 e da un soffitto ligneo a cassettoni in stile rinascimentale. Nell'atrio d'ingresso, nel 1965, furono scoperte tombe antico-slave e un focolare del IX e X secolo.
Nel Municipio sono visitabili tre mostre permanenti: la collezione dello scultore Lojze Dolinar (1893 – 1970), quella archeologica Il filo di ferro e quella etnologica L'arte popolare nell'Alta Carniola. Al pianterreno c'è anche una galleria, destinata a mostre museali e artistiche temporanee.

Lojze Dolinar (1893–1970) è tra i massimi rappresentanti della scultura slovena del XX secolo. È considerato uno dei principali esponenti del realismo, della secessione, dell'espressionismo, della nuova oggettività e del realismo socialista nella scultura slovena. Si conoscono oltre 500 opere scultoree di Dolinar. Si affermò con successo nella scultura ritrattistica, di piccolo formato, monumentale, funeraria e architettonica. Realizzò alcune delle più grandi commesse monumentali; la maggior parte delle sculture pubbliche e architettoniche di Lubiana è opera sua.
L'ultima grande opera monumentale di Dolinar fu il Monumento alla rivoluzione a Kranj (1961), dove si trasferì dopo il pensionamento. Nel 1966, nell'atrio inferiore e superiore, fu allestita la Galleria Dolinar con una selezione di 37 sculture e 15 grafiche, che Dolinar donò al comune di Kranj.
Nella mostra permanente prevalgono le sculture di Dolinar del periodo successivo alla Seconda guerra mondiale. Tra i motivi ricorrenti degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso vi sono la figura umana o il gruppo figurale seduti, in piedi o danzanti, il nudo e la madre con bambino. A metà degli anni Cinquanta nacquero diversi nudi femminili di rigogliosità »paleolitica« in marmo di Brazza, che Dolinar dapprima modellò nell'argilla e che, seguendo le sue indicazioni, gli assistenti scolpirono poi nella pietra. Nella seconda metà degli anni Cinquanta realizzò diverse figure »a campana« in terracotta.
Il filo di ferro
Nel desiderio di mantenere un legame vivo tra il paesaggio e l'uomo, oltre agli eccezionali reperti fossili di pesci e di un mammut di Bobovek e di un bisonte di Leše, abbiamo mostrato anche gli strati geologici formatisi nel corso di milioni di anni.
La mostra archeologica permanente conduce il visitatore dalle culture del Paleolitico fino al Neolitico, quando l'uomo si costruì dimore stabili, addomesticò gli animali e cominciò a coltivare la terra. Segue la presentazione dell'età del bronzo e del ferro, quando l'uomo scoprì l'utilità del rame, del bronzo e infine del ferro. Con l'arrivo dei romani nelle nostre terre finisce la preistoria e inizia l'epoca antica. Nell'ultima sala della mostra è presentato il tempo delle migrazioni, quando Carnium diventa Kranj. Si possono vedere anche le scoperte più recenti di Lajh. Il ritrovamento più prestigioso fu la tomba di una donna con un anello d'oro, un bracciale d'argento dorato, due fibbie d'oro rotonde con almandini, due fibule ad arco d'argento dorate, una collana di perle d'ambra, un coltello di ferro ecc. -che era l'abbigliamento tipico soprattutto delle donne alemanne e germaniche del VI secolo d.C. Tra le più grandi scoperte figurano il ricco equipaggiamento e le armi di Bašelj, che dimostrano la presenza dell'aristocrazia nobiliare antico-slovena del principato di Carniola.
L'arte popolare nell'Alta Carniola
L'arte popolare dell'Alta Carniola crebbe e si sviluppò dalle radici della tradizione locale, ma anche dagli stimoli che giungevano nell'ambiente rurale dall'arte dei ceti sociali più agiati. Gli influssi delle terre vicine, che l'uomo dell'Alta Carniola accolse nella propria cultura, ci collegano al più ampio ambito dei paesi delle Alpi orientali. Un valore particolare nell'arredo interno delle case contadine dell'Alta Carniola l'ebbero i mobili dipinti. Particolarmente numerose sono le casse dipinte, che addirittura inondano la mostra. In base al valore d'uso degli oggetti nella vita, la mostra è distribuita in quattro sale: l'architettura popolare dell'Alta Carniola, l'arredo interno delle abitazioni, l'ambiente festivo e lavorativo dell'uomo dell'Alta Carniola e la sua cultura spirituale.
Casa di Prešeren
Prešernova 7
4000 KRANJ
Tel.: 04 201 39 83

Nella casa dove dall'autunno del 1846 fino all'8 febbraio 1849 visse il più importante poeta sloveno dott. France Prešeren (1800 – 1849), l'8 febbraio 1964 fu aperto un museo commemorativo.
La casa è composta da due parti con un cortile comune. La costruzione degli edifici risale al tardo gotico; nel XVII secolo furono collegati in un unico edificio con un corridoio ligneo, come dimostra la mensola terminale conservata. Dopo l'incendio del 1811 il corridoio ligneo fu sostituito da un corridoio ad arcate. Nel 2000 / 2001 la casa fu ristrutturata integralmente e al contempo fu rinnovata e allestita in modo moderno una nuova mostra permanente, che illustra la vita del poeta dalla nascita a Vrba, agli studi a Vienna, alla vita a Lubiana e alla morte a Kranj.
Prešeren affittò a Kranj un appartamento nella casa che portava la designazione Città 181. La casa era proprietà del mercante e birraio di Kranj Franc Mayer. Nei locali inferiori, dove oggi si trova la galleria, c'era il primo caffè di Kranj, gestito dallo svizzero Florian Pua. Il poeta aveva l'ingresso alla casa dall'odierna Tavčarjeva ulica, al primo piano. I locali verso l'odierna Prešernova ulica erano abitativi (cucina, stanza di Katrina, stanza di Prešeren e stanza di Andrej Rudolf), mentre lo studio legale lo aveva verso Tavčarjeva ulica, che ai suoi tempi si chiamava Svinjska ulica.
Due stanze sono arredate con mobilio autentico: la camera da letto del poeta e lo studio legale.
Sono esposti: il manoscritto censurato delle Poezije del 1847, l'originale e il facsimile del Battesimo presso la Savica, i giornali nei quali il poeta pubblicava le sue poesie (Carniola, Illyrisches Blatt, Kmetijske in rokodelske novice, Krajnska č’belica). A complemento figurativo l'ambiente è ornato dai ritratti dei suoi due amici, Matija Čop e Andrej Smole, e dal ritratto del suo amore non corrisposto, Julija Primic. Esponiamo anche la prima raffigurazione figurativa del poeta, del 1850. L'autore del ritratto fu Goldenstein, che dipinse il poeta a memoria. Sono messi in particolare risalto tre apici della sua vita: la Corona di sonetti, il Battesimo presso la Savica, l'uscita delle Poezije. La sua poesia Zdravljica è quanto mai importante per l'identità nazionale slovena, poiché oggi, che noi sloveni siamo una nazione indipendente, una strofa di questa poesia è anche il nostro inno. Il dott. France Prešeren pubblicò le sue poesie, tra l'altro, anche nelle Kmetijske in rokodelske novice, il cui redattore era un conterraneo di Kranj, il dott. Janez Bleiweis, nobile di Trsteniki. Il suo ritratto, dal pennello di Ivan Franke, è esposto nell'antica stanza dove abitava Andrej Rudolf. Il museo ha acquisito il ritratto come donazione dal quadrisnipote di Andrej Bleiweis.
Nella mostra si possono vedere anche parecchi libri e media contemporanei sulla vita e sull'opera di Prešeren, e al contempo moltissime traduzioni della sua poesia in lingue straniere. Siamo orgogliosi che Prešeren sia letto anche in cinese e in bengalese.
Nei locali al pianterreno della casa di Prešeren, dove si trova la galleria, si svolge una variegata attività espositiva.
Casa Oplen sotto Studor, Bohinj
Studor 16
4267 Srednja vas v Bohinju
Tel.: 05 922 67 74

La casa Oplen è una fattoria di Bohinj di tipo allungato, che sotto un tetto comune riunisce l'abitazione e i locali rustici. È una delle poche case nelle quali è ancora possibile accendere il fuoco sul focolare della cucina nera. L'edificio è in muratura combinata con il legno. L'accesso tramite il ponte al fienile sopra la stalla passa accanto alla parte abitativa, il che è una tipica particolarità di Bohinj.
La parte abitativa è composta dall'ingresso con cucina, dalla stube e dalla camera, dal sottotetto e dalla cantina. La cucina nera, alla quale gli interventi di conservazione hanno restituito l'aspetto originario senza camino, è separata dall'ingresso solo da una volta – lo šipovnik. In essa vi sono tre focolari: il focolare aperto, la bocca da fuoco della stufa e un paiolo in muratura per cuocere il cibo dei maiali. Anche oggi, come nel secolo scorso prima dell'aggiunta del camino, il fumo si stende sotto il soffitto verso il sottotetto, e lo šipovnik ne determina il livello più basso. La stube è l'ambiente abitativo centrale, con il tavolo sotto l'angolo sacro, le panche e una stufa di maiolica con un giaciglio sopra di essa, il cosiddetto pugart. Nel secolo scorso, d'inverno, nella stube si tesseva, come testimonia oggi il telaio domestico esposto. La camera era soprattutto stanza da letto e, come dimostra un antico documento, anche ambiente per gli anziani a vitalizio. Il grano, i prodotti, gli abiti, le calzature, gli attrezzi e simili si conservavano nel sottotetto, la cosiddetta ispa, in tramezzi e casse.
Alla casa era annessa nel secolo scorso una discreta quantità di terra coltivabile, come testimoniano la stalla, il fienile e il deposito speciale per la lettiera, grandi per le condizioni dell'epoca. Gli ultimi proprietari possedevano poca terra e più bosco, e di bestiame allevavano solo qualche capra, per la quale conservavano nel fienile fieno e frasche.
Nel fienile, come un tempo, sono conservati attrezzi e utensili contadini – il carro, il carro a scale, gli erpici, la cesta per il letame, gli attrezzi per spaccare le scandole e riparare gli oggetti di legno, la mola … La maggior parte dell'attrezzatura esposta e tutto il mobilio sono l'eredità degli ultimi proprietari.
L'edificio attuale fu probabilmente costruito all'inizio del XIX secolo, al posto di una casa di legno più antica; nella costruzione del soffitto della cantina fu infatti usata una trave con tre finestrelle. Nel sondaggio archeologico nell'ingresso e in cucina sono state trovate più monete del diciannovesimo secolo. Durante il restauro sono stati rinvenuti un incavo votivo sulla trave portante inferiore nell'angolo sacro e una mascella animale nel muro presso i gradini della cantina, che rappresenta probabilmente un modo originario di proteggere la casa dalla sventura.
La casa fu aperta al pubblico nel 1991.


Orario di apertura:
- dal 26. 12. al 30. 6. e dal 1. 9. al 25. 10.: tutti i giorni tranne il lunedì, tra le 10 e le 12 e tra le 16 e le 18
- dal 1. 7. al 31. 8.: dal martedì alla domenica, tra le 11 e le 19
- dal 26. 10. al 25. 12. – CHIUSO
- lunedì, 1. 1., 1. 5. – CHIUSO
Ingresso:
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adulti
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2.50 €
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giovani
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2.00 €
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gruppo
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– 10 %
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PRESS, SMD, ICOM
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GRATUITO
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Museo dell'alpeggio a Stara Fužina, Bohinj
Stara Fužina 181
4265 Bohinjsko Jezero
Tel.: 04 577 01 56

Per secoli Bohinj fu il più forte centro d'alpeggio. Qui si trova il maggior numero di alpeggi, i più alti arrivano appena sotto la cima del Tricorno. A Bohinj l'alpeggio con la produzione di latte si sviluppò nella forma più intensa. Da maggio a metà giugno i malgari si spostavano con il bestiame sugli alpeggi bassi e da qui su quelli alti, mentre in autunno tornavano di nuovo a valle. All'Uskovnica, ad esempio, restavano fino a Natale.
Il Museo dell'alpeggio a Stara Fužina fu aperto nel 1971. È allestito in un caseificio di paese dismesso, costruito nel 1883, dove nel 1967 si produceva ancora il formaggio e dove i mastri casari, d'estate, si occupavano della stagionatura delle grandi forme di formaggio, che i portatori ogni settimana portavano giù dagli alpeggi. Nel 1990 abbiamo integrato e riordinato il museo nei contenuti.
Nel primo ambiente è presentata una baita d'alpeggio in legno con arredo interno proveniente dall'alpe Zajamniki. Sulla facciata d'ingresso della baita è poco visibile la data 1849. Negli ultimi due decenni la baita è stata usata solo durante la fienagione e i lavori di taglio della legna.
Nel secondo ambiente è conservato il laboratorio caseario originale con due grandi caldaie da formaggio murate e un torchio per la formatura delle forme di formaggio. Sono esposti oggetti originali dell'arredo interno dei caseifici (attrezzi e utensili caseari, recipienti per il latte, zangole per fare il burro), una grande caldaia su braccio girevole in legno proveniente dal caseificio dell'alpe Blato. In una vetrina si trova una grande gerla »da malgaro«, corredata degli oggetti che i malgari portavano con sé ogni anno negli spostamenti verso gli alpeggi. Con fotografie sono presentati i caseifici e il lavoro caseario negli alpeggi, il trasporto del formaggio a valle e anche documenti d'archivio relativi all'organizzazione della caseificazione.
All'ingresso del museo si trova una rappresentazione cartografica delle più antiche menzioni degli alpeggi (la prima risale al 973), un foglio grafico con i marchi di casato con i quali i padroni contrassegnavano i propri attrezzi e recipienti. Con fotografie sono presentati i tipici insediamenti d'alpeggio di Bohinj e i tipici edifici d'alpeggio. Sugli alpeggi alti, dove si pascola soltanto, sono tipiche le baite di legno a cellula unica su pilastri, che uniscono sotto lo spazio per il bestiame e sopra la dimora del malgaro. Sugli alpeggi bassi i padroni hanno un edificio apposito per il pastore e un edificio apposito per il bestiame – la »stalla«, che nella parte del tetto usano anche come deposito del fieno, che ricavano su questi alpeggi; accanto al pascolo comune i padroni hanno anche prati da sfalcio individuali.
Nel quarto ambiente sono presentati i ritratti dei malgari, che anche per quattro e più decenni si presero cura del bestiame sugli alpeggi, quindi le transumanze, la giornata di lavoro del malgaro, il suo cibo e il suo tempo libero e, infine, anche il Ballo delle mucche di Bohinj, la tradizionale manifestazione turistica di Bohinj, che ha messo radici da una rappresentazione d'alpeggio alla fine del pascolo.

Orario di apertura:
- dal 26. 12. al 30. 6. e dal 1. 9. al 25. 10.: tutti i giorni tranne il lunedì, tra le 10 e le 12 e tra le 16 e le 18
- dal 1. 7. al 31. 8.: dal martedì alla domenica, tra le 11 e le 19
- dal 26. 10. al 25. 12. – CHIUSO
- lunedì, 1. 1., 1. 5. – CHIUSO
Ingresso:
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adulti
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2.50 €
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giovani
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2.00 €
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gruppo
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– 10 %
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PRESS, SMD, ICOM
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GRATUITO
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MUSEO TOMAŽ GODEC
Zoisova 15
4264 Bohinjska Bistrica
telefono:04 577 01 42, 041 864 726,
email: anja.postrak@gorenjski-muzej.si

Nella casa Godec a Bohinjska Bistrica, dove un tempo si trovava una conceria, dal 1979 è aperto un museo. Il museo porta il nome dell'antico proprietario Tomažu Godcu (1905 – 1942), conciatore di mestiere, ottimo sportivo, organizzatore dello sci, dell'alpinismo e del turismo a Bohinj. Fu uno degli organizzatori della cosiddetta insurrezione di Bohinj del 1941 e fu fucilato come ostaggio a Mauthausen.
Nel Museo Tomaž Godec stiamo preparando la presentazione dell'intera storia di Bohinj, dal primo insediamento nell'età del ferro fino alla Seconda guerra mondiale. Dal giugno 2015 i visitatori del museo possono vedere la parte della mostra dedicata alla 1ª e alla 2ª guerra mondiale, mentre dall'autunno 2015 in poi, con la visita alla conceria di Tomaž Godec potranno conoscere la trasformazione della pelle in cuoio. Nei prossimi anni, con l'ampliamento della mostra, sarà presentato il ricco patrimonio culturale di Bohinj. I visitatori sono invitati anche a vedere interessanti mostre temporanee e occasionali laboratori andragogici e pedagogici.
Orario di apertura*:
fino al 31 maggio: venerdì, sabato, domenica: 10h-12h e 16h-18h
1.6.-25.10.: tutti i giorni tranne il lunedì, 10h-12h e 16-18h.
26.10.-25.12.: chiuso
*L'ORARIO DI APERTURA VALE PER L'ANNO 2015.

Museo Tomaž Godec
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